Oltre Ferrante e Baricco
Quando si parla di letteratura italiana contemporanea all'estero, i nomi sono sempre gli stessi: Elena Ferrante, Alessandro Baricco, Paolo Giordano. Ottimi autori — ma la scena italiana è molto più ricca e variegata di quanto venga raccontato.
Nicola Lagioia – La ferocia
Vincitore del Premio Strega 2015. Una storia familiare ambientata a Bari che è anche un ritratto spietato dell'Italia contemporanea: la corruzione, il potere, la violenza domestica. Una scrittura potente e cinematic.
Valeria Parrella – Lo spazio bianco
Un romanzo breve e devastante sulla maternità a rischio. Parrella scrive con una precisione chirurgica che rende ogni pagina fisicamente dolorosa. Uno dei migliori esordi degli ultimi vent'anni.
Marco Missiroli – Fedeltà
Un romanzo sulla coppia moderna, la tentazione, il tradimento — non solo fisico, ma emotivo e intellettuale. Missiroli ha uno stile controllato e glaciale che funziona perfettamente con la materia trattata.
Donatella Di Pietrantonio – L'Arminuta
Una bambina restituita dalla famiglia adottiva a quella biologica, in un Abruzzo rurale degli anni '70. Un romanzo sul senso di appartenenza e sull'identità costruita attraverso il trauma. Lingua precisa, storia potente.
Emanuele Trevi – Due vite
Premio Strega 2021. Due ritratti di amici scomparsi: Rocco Carbone e Pia Pera. Non è un romanzo nel senso tradizionale, ma qualcosa di più raro: una meditazione sulla perdita, la scrittura e la memoria.
Perché leggerli?
Perché parlano di noi, del nostro paese, delle nostre contraddizioni. La letteratura straniera ci dà finestre su altri mondi; la letteratura italiana ci dà specchi.